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IN CAMPIDOGLIO RADDOPPIO DI QUALITA’

In Campidoglio La Destra raddoppia, e soprattutto in qualità.
Aderisce al gruppo consiliare che finora era rappresentato solo da me, l’on. Dario Rossin,

che si è dimesso dal Popolo della Libertà, dove fino a poche ore fa guidava un gruppo di trentasei consiglieri comunali.
Ovvero, era il capo della maggioranza consiliare, con un potere non indifferente da gestire, e da adesso guiderà un gruppo di due consiglieri, io e lui.
E’ un altro uomo che ha deciso di dire basta ad un percorso di rinuncia alle proprie idee, e se è il capogruppo in Campidoglio a dire basta, vuol dire che l’amministrazione di Gianni Alemanno ha qualche problema in più che non vuole risolvere per volontà di un sindaco che pensa che il potere sia più importante dei valori.
initial; padding: 0px; margin: 0px;" />Il sindaco – che a questo punto non sappiamo se voglia presentarsi  o meno all’appuntamento elettorale che lo attende fra tre anni – perde il pezzo più pregiato della sua squadra: un uomo da seimila voti di preferenza personale nella sola città di Roma. La città che alle regionali di marzo ci ha già regalato il privilegio di superare un partito non certo di poco conto come l’Udc, che è rappresentato da un unico consigliere comunale.
E’ il sindaco che rifiutò l’apparentamento con La Destra che lo fece comunque votare. Il mancato apparentamento ci costò perdite dolorose e due seggi in consiglio comunale perchè non potemmo partecipare al premio di maggioranza. Cominciamo a riprenderci un pezzo di quella vittoria che contribuimmo a determinare.
A Dario Rossin va la mia gratitudine personale e credo di poter dire quella dell’intero partito. Sarà cooptato nell’esecutivo, nel gruppo dirigente nazionale, e il segretario della Federazione provinciale di Roma, Roberto Buonasorte, mi ha già anticipato che lo nominerà responsabile delle politiche del partito in città, quale coordinatore del comune di Roma.
E’ una scelta – quella di Rossin – che nasce evidentemente dalla consapevolezza di una voglia identitaria che pareva smarrirsi nel tran tran dell’amministrazione capitolina. Probabilmente, se non ci fosse stata La Destra, Rossin avrebbe potuto abbandonare una politica che non gli piaceva più. Trovarne uomini così. E credo che ne troveremo ancora…

 

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Parola di Maurizio

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